MUSICA SACRA 

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La Musica  Sacra nelle Alpi del Sud 

Manoscritti e Oralità


I canti sacri della nostra regione

Il nostro repertorio di Musica Sacra è una coabitazione pacifica tra il canto barocco e il canto Gregoriano, tra popolare e sacro, tra monodie e polifonie, tra latino e nizzardo, tra oralità e notazione classica. Possiamo ritrovare delle influenze Sarde, Liguri, Provenzali e Piemontesi.

Questi canti pieni di fervore, trasmessi in origine oralmente, poi raccolti tra il 1780 e il 1850, erano cantati in chiesa, durante le processioni, e durante gli appuntamenti patronali e festivi nei villaggi dell'entroterra, da tutta la popolazione. 

Le Fonti :

Michel Bianco lavora sulla trasmissione orale e sui manoscritti seguenti:
Messa della Brigue (Vallée de la Roya), Messa dei Fransiscani di Saorge (Valle della Roya), Manoscritto d'Audoli (Valle della Tinée),  Manoscritto di St Martin Vésubie (Valle della Vésubie). Le confraternite dei Penitenti giocano un ruolo importante nella trasmissione di questo patrimonio.

L'originalità di questa creazione è immediatamente identificabile. Lontano dall'essere una ricostruzione storica, come vuol essere un documentario, questa è una vera e propria proposta artistica.
Altra particolarità: interpretiamo questi canti con i timbri popolari tradizionali, proprio come li abbiamo sentiti cantare nelle nostre valli alpine. La tecnica del bel canto, abitualmente utilizzata in numerose interpretazioni della Musica Sacra, ha poco senso nella nostra regione.


                

La musica

L'analisi di questi elementi conferma una modernità ed una freschezza musicale incomparabili, incontro permanente tra musica sacra e musica popolare. Il Corou de Berra restituisce una dignità a questi canti ormai superati e li ripropone in un'atmosfera brillante. Il pubblico coglie istintivamente il valore inestimabile di questo patrimonio, ed il messaggio originale,sinonimo di solidarietà e di generosità sempre percepibili in queste musiche e in questi testi che hanno attraversato i secoli. 

Le confraternite dei Penitenti

Associazione di "fedeli laici" plurisecolari, le confraternite dei penitenti persistono nei loro obiettivi, attraverso i secoli tormentati della storia. Se ne ritrovano ancora oggi, soprattutto nelle nostre regioni del Mediterraneo. Nate alla fine del XIII secolo in Italia, queste confraternite furono portate ad occuparsi di tutto quello che concerne l'essere umano, dalla nascita fino alla morte, sulla base della carità cristiana e della beneficienza. 
In Sourgentin Christian Borghèse 
Marchetti

Documentazione

Musica Sacra nella Contea di Nizza


In effetti, più che per fattori di ordine economico, politico o amministrativo, la fondazione delle comunità di francescani, i cui componenti transitano facilmente da una provincia all'altra, s'impone come il motore di diffusione di un repertorio omogeneo, il canto fratto, dove l'eleganza, la semplicità, l'espressività melodica incontrano la sensibilità popolare, in buona parte trasmessi dai fratelli delle confraternite dei penitenti..... 
               
Quel che ne sia di queste armonie "selvatiche", sappiamo oggi che Meyerbeer le "gustava" al convento di Saint-Barthélemy. Per nulla marginale, ma onnipresente, la musica religiosa che abbiamo brevemente evocato, formava il substrato musicale di tutta una civilizzazione, alimentando il gusto dei fedeli che, senza dubbio, non ignoravano le composizioni elaborate dei maestri o dalle corti principesche, ma praticavano costantemente questo canto che attraversava i secoli senza rinnegare le proprie origini e senza rifiutare cio che gli appartiene.
In  "La musica nel mezzogiorno della Francia", Michel Foussard sostiene:
" Calena s'ispira tra le altre cose ad un manoscritto delle valli delle Alpi Marittime, che riporta allo stadio originale un canto liturgico latino, comunemente raggruppato sotto la definizione di pieno canto barocco, ma la cui lettura, ed ancora di più l'ascolto, rivelano una eloquente sovrapposizione di strati, come se le comunità avessero accettato le novità musicali senza pero escludere le ricchezze trasmesse di generazione in generazione. Le monodie e i modi gregoriani coabitano e si mischiano a cantilene di carattere popolare e di chiara natura tonale. Altre composizioni si riferiscono a formule di canto elaborate, sviluppatesi durante il rinascimento italiano; a polifonie costruite su un falsobordone, trasformando in scrittura mottetti medievali; all'armonia classica o di stile rococo".
                In  Calena libretto del CD, Michel Foussard

Il canto popolare nizzardo

Questi canti religiosi che ho raccolto dalla voce dei paesani o dagli archivi della RTF, si deve, al fine di gustarne l'identità popolare, ascoltarli  cantati dai nostri compaesani. Utilizzano portamenti di voce tra intervalli di note distanti e nei finali ...
In questo territorio musicale  sacro della Contea, possiamo percepire la presenza, l'influenza del Piemonte. Centinaia d'anni di vita in comune, sotto lo stesso stemma, non possono cancellarsi nel giro di un secolo. Nel 1960 si canta ancora dietro all'altare maggiore, come si faceva nel 1700."
Dall' Antologia della canzone nizzarda, Georges Delrieu - 1960

Guido Festinese in World Music Magazine

"E' proprio la possibilità infinita d'approccio all' arte sedimentata nel gusto che rende grandi i grandi. Il
Corou de Berra ha 20 anni d'attività : una coesione che fa apparire naturale cio' che invece è costruito con pazienza, cuore e pratica. Ha sapore antico e nobile, ma è pura contemporaneità."

Ascoltare il  Kyrie de La Brigue

Riferimenti

Festival di Musica Sacra di Perpignan - Festival d'Arte Sacra d'Antibes 2011 - Festival di Voci Sacre di Losanna- Festival d'Arte Sacra di Couserans - Festival d'Arte Sacra di Nice …
Una delle messe del manoscritto dei Fransiscani di Saorge è registrata con  Pierre Perdigon, sull'organo  storico di Saorge (06, France).